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Il massimo? Lavorare nel turismo

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E’ il lavorare nel turismo, il “job in tourism”, l’aspirazione più perseguita fra chi cerca occupazione, e soprattutto fra i giovani, per la stagione estiva 2018. E’ quanto risulta dai dati elaborati dall’Osservatorio CornerJob, piattaforma di mobile recruiting, che effettua studi periodici sull’ampia base dei propri iscritti.

Per quanto riguarda il secondo trimestre del corrente anno, è la Lombardia che guida la classifica generale delle offerte di lavoro in Italia (27% del totale), seguita dal Lazio (26%) dall’Emilia Romagna (10%), dal Veneto (9%) e da Piemonte e Campania (8%). La Lombardia è anche la regione che annovera il maggior numero di candidati (43% del totale), seguita dal Lazio (32%) e dal Veneto (12%).

A farla da padrone fra i diversi settori produttivi e dei servizi è sempre il cosiddetto HoReCa (sigla commerciale che sta per Hotellerie – Restaurant – Café o Catering), che esprime il 31% del totale delle offerte di lavoro, seguito dal manifatturiero (24%) e dal commerciale (13%). Lavorare nel turismo è anche il primo desiderio per il 35% delle persone in cerca di impiego, mentre al secondo posto, in questo senso, si colloca il settore manifatturiero (17%) e al terzo il commerciale (12%).

Da notare che gli under 30 presenti sulla piattaforma di recruiting on-line, nell’ultimo trimestre considerato, sono nettamente calati rispetto al periodo precedente (56% contro il 70% del totale); questo dato, secondo gli analisti che hanno elaborato lo studio, starebbe a indicare che gli appartenenti a questa fascia di età hanno trovato occupazione, mentre rimane sostanzialmente stabile la percentuale di chi cerca lavoro fra i 31 e i 45 anni (23%, in calo dell’1% rispetto al primo trimestre del 2018), ed aumentano invece significativamente gli over 45 (16%, + 10% rispetto al trimestre precedente).

Che il binomio lavoro e turismo si confermi come settore portante dell’economia italiana non è certo una sorpresa. L’interessante è osservare, secondo gli esperti, come l’ambito HoReCa si sia evoluto in tempi relativamente rapidi investendo in innovazione e cambiando pelle in funzione del mutamento di gusti e abitudini. Offerte e prodotti, pur continuando ad ispirarsi alla tradizione del made in Italy, si sono in molti casi rinnovati incrociando cultura ed enogastronomia, arte e sport, salute e intrattenimento.

Tutto questo, sempre secondo l’opinione degli analisti, avrebbe favorito anche la qualificazione e lo sviluppo delle professionalità del “job in tourism”: i receptionist degli hotel o chi lavora fra i tavoli dei ristoranti, ad esempio, sono figure che conoscono sempre meglio le lingue e consapevoli di dover fornire un servizio di qualità ai clienti. La rivoluzione digitale ha conferito sempre più importanza al ruolo dei revenue manager e di chi si occupa di fare marketing on-line per le imprese del settore. Facendo di lavoro e turismo un’accoppiata gradita ai giovani e pronta a entrare veramente nel nuovo millennio.

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